Casa di lusso a Fontana di Trevi e ville in Sardegna, maxi-sequestro a ex boss Magliana

Casa di lusso a Fontana di Trevi e ville in Sardegna, maxi-sequestro a ex boss Magliana

Roma, 13 nov. – Sequestrati beni per 25 milioni Ernesto Diotallevi, considerato uno dei capi storici della banda della Magliana. I finanzieri del Comando Provinciale di Roma e i carabinieri del Ros hanno sequestrato numerosi beni immobili, auto, moto, quote societarie e conti bancari all’uomo che, secondo gli inquirenti, forte del suo passato criminale spadroneggiava nel territorio della Capitale e del Lazio “controllandone la totalita’ delle piu’ lucrose attivita’ delinquenziali”. Tra i beni sequestrati anche un’abitazione di lusso in piazza Fontana di Trevi e un complesso turistico composto da villette a schiera fronte mare in Sardegna. Il decreto di sequestro preventivo e’ stato emesso dal presidente del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia oltre che per Diotallevi, anche per la moglie Carolina Lucarini, i figli Mario e Leonardo, e i ‘prestanome’ individuati. Diotallevi all’esito degli accertamenti economico-patrimoniali eseguiti e’ risultato a capo di una realta’ criminale “la cui manifesta pericolosita’ e’ da lungo tempo cristallizzata negli atti processuali di numerose inchieste giudiziarie che hanno fruttato l’accumulo illecito di proventi a tutt’oggi nella sua disponibilita’”. Secondo gli investigatori, nel corso degli anni, forte delle proprie capacita’ e esperienze criminali acquisite sul campo, Diotallevi e’ giunto ad acquisire un certo credito nella sfera delle organizzazioni della mafia siciliana, conquistando la fiducia dei suoi esponenti di maggior rilievo, “come attestato da numerose dichiarazioni di collaboratori di giustizia, anche organici alla criminalita’ organizzata romana, che ha stretto nel tempo accordi e alleanze con la mafia”. Il ‘salto di qualita” troverebbe riscontro in numerosi atti di indagine e giudiziari, che delineano e ripercorrono circa trent’anni di storia criminale italiana (1981-2013), da cui il nome dell’operazione di Ros e Gdf: “Operazione trent’anni”. Quanto al sequestro, le Fiamme Gialle del gruppo Investigazioni Criminalita’ Organizzata e i carabinieri del Ros di Roma hanno individuato il vasto patrimonio di Diotallevi nonche’ ulteriori beni fittiziamente intestati a persone fisiche e/o giuridiche a lui compiacenti (Roberto Ciotti e Alessandro Floris, nonche’ alle societa’ ai medesimi facenti capo – C Immobiliare S.r.l. di Rimini, Gestimm S.r.l. e Sepefi Sr.l. entrambe di Roma), per creare una schermatura che fronteggiasse eventuali provvedimenti ablativi emessi dall’autorita’ giudiziaria. Gli accertamenti svolti hanno consentito di ricostruire la pregressa carriera criminale del Diotallevi “quale esponente di spicco della criminalita’ romana e nazionale, con particolare riferimento ai collegamenti con “Cosa Nostra”. Il Tribunale di Roma, a seguito di richiesta della Dda ha disposto il sequestro di quote societarie, capitale sociale e patrimonio aziendale di 7 societa’ di capitali operanti nel settore della compravendita di beni immobili, della costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive, del commercio energia elettrica, dei trasporti marittimi e delle holding impegnate nelle attivita’ gestionali.
E ancora: una societa’ liberiana, titolare di una lussuosa villa sull’Isola di Cavallo (Corsica); 9 tra auto e moto; 42 unita’ immobiliari tra in Roma, Gradara (PU) e Olbia. Tra i beni immobili sequestrati, una casa di assoluto pregio e valore a piazza Fontana di Trevi composta da 14 vani e mezzo, e un complesso turistico di villette a schiera, fronte mare, a Olbia.

Fonte: www.agi.it/cronaca/notizie/201311130750-cro-rt10004-casa_a_fontana_di_trevi_ville_sardegna_sequestrate_a_ex_magliana