Via la Tasi ai più ricchi: ville, palazzi e castelli «salvi», se abitazioni principali

Il Governo sta per procedere all’abolizione della tassa: ne beneficeranno anche cittadini possessori di ville extralusso.

Il castello di Sirmione

L’abolizione del tributo per i servizi indivisibili (Tasi) favorirà gli immobili di lusso, compresi i castelli e le ville storiche, se verranno utilizzati come prima abitazione. Non è previsto, invece, nessun beneficio per chi non possiede una casa. La scelta del governo è stata confermata nell’audizione tenuta dal sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti in Parlamento, presso la Commissione per l’attuazione del federalismo fiscale.

L’esecutivo sta valutando «la riunificazione della Tasi nell’Imu per tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale, ferma restando la previsione di una aliquota unica esattamente pari alla sommatoria delle due aliquote attuali», ha infatti fatto sapere il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, delineando in Commissione l’intervento sulla fiscalità.

«L’insieme degli interventi» tra abolizione della tassazione sull’abitazione principale, dell’Imu sui terreni agricoli e ‘Imu imbullonati’, ha stimato Zanetti, «determinerà una riduzione della pressione fiscale sul comparto di circa 5 miliardi, senza impatto sulla finanza degli Enti locali, posto che saranno adottate misure compensative a carico del bilancio dello Stato».

La riforma — riguarderà 40-45 mila abitazioni — si basa sul termine “classamento”. In buona sostanza, la frase «senza eccezioni per il classamento catastale» serve per spiegare che “le abitazioni catalogate come A1 (appartamenti signorili), A8 (ville di pregio) e A9 (castelli e dimore storiche), utilizzate come prima casa, e fino ad oggi tenute al pagamento dell’Imu (oltre che della Tasi dove i Comuni lo avessero già deciso), non pagheranno più nulla”.

Se si guarda al gettito, le categorie lusso danno all’erario 91 milioni all’anno. Sul piano dell’equità l’abolizione della Tasi suscita già perplessità. Secondo i calcoli della Uil servizio politiche territoriali le norme agevoleranno “i soliti ignoti”: chi possiede, per esempio, un appartamento, di categoria A8, collocato a Roma, sull’Appia Antica o all’Eur, di 297 metri quadrati potrebbe risparmiare fino a 5.238 euro l’anno. Stesso discorso per le ville di lusso

Fonte: notizie.tiscali.it/articoli/economia/15/10/09/abolizione-tasi.html